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Il 63% della popolazione haitiana gode di un accesso all’acqua sicuro (tubature, pozzi, fontane). Vi è però grande disparità tra città e campagne, dove solo poco più della metà delle persone ha accesso a fonti d’acqua potabile. La causa non è la mancanza d’acqua, sufficiente per tutti, ma
l’approvvigionamento. Le infrastrutture sono inesistenti o inadeguate e le istituzioni non sono in grado di gestirle.

Problema correlato, ma ancor più grave, sono le pessime condizioni delle
strutture igienico-sanitarie e la totale mancanza di conoscenza delle più elementari norme di igiene e di utilizzo corretto della risorsa acqua. Le conseguenze sono la malnutrizione e la diffusione delle “malattie idriche” (malaria, tifo, colera), che mietono molte vittime nella popolazione haitiana.

Il quadro generale dell’accesso all’acqua ad Haiti è aggravato da due fattori: il
degrado ambientale e l’urbanizzazione caotica. Uragani, terremoti e deforestazione selvaggia, danneggiano irreparabilmente le risorse dell’isola, causando frequenti inondazioni e difficoltà di gestione delle falde acquifere. Il sovraffollamento nelle città, e la pressione demografica in alcune zone a seguito del recente terremoto (gennaio 2010), complicano ulteriormente il diritto di ogni haitiano a disporre di acqua e condizioni igieniche
accettabili.
Fonte
grafici:
WHO / UNICEF Joint Monitoring Programme (JMP) for Water Supply and Sanitation
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